sabato, settembre 21, 2019
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Scandalo “InvestiaCatania”, la consigliera Parisi chiede l’azzeramento degli incarichi

<< Quanto riportato oggi dal giornale online “Sud press” sulla società “InvestiaCatania” sarebbe qualcosa di grave ed inaudito, a totale sfregio della cosa pubblica e dei catanesi che potrebbero ulteriormente pagare per colpe non loro. Per questo ritengo che il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore alle partecipate Roberto Bonaccorsi non debbano perdere un solo minuto nell’azzerare tutti gli incarichi relativi a questa partecipata ed accertare quanto denunciato al fine di trasmettere gli atti degli ultimi cinque anni alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica >>.
Lo chiede a chiare lettere la consigliera comunale e capogruppo di “In campo con Pogliese” Paola Parisi che, nel contempo, chiederà al presidente della commissione consiliare partecipate Agatino Giusti una convocazione urgente sull’argomento, “perchè l’amministrazione ed il consiglio comunale (che da poco hanno votato la rimodulazione del piano di riequlibrio), non possono consentire di ignorare una simile denuncia su chi avrebbe contribuito a provocare questo ingente debito. Catania ha il diritto di sapere come, una società che nel 2013 si trovava in attivo con 150 mila euro in cassa, in 5 anni a quanto pare ha depauperato un patrimonio creando un disavanzo di oltre 700 mila euro, mantenendo (era già assurdo prima lo è, a maggior ragione, anche oggi) tre liquidatori, tre revisori dei conti, un revisore legale, un consulente, per non giungere neanche alla liquidazione – aggiunge Parisi.
E’ opportuno anche che si conoscano i compensi di questi amministratori, alcuni di essi già titolari di altri incarichi all’interno dell’ente comunale. Qualcuno dovrà pagare per questo scempio, qualora venisse confermato, ma sicuramente a piangere le conseguenze non dovranno essere i nostri concittadini, che sono estranei a questi giochi di potere avvenuti sulla loro pelle. Intanto, ci aspettiamo delle scuse immediate da parte di chi ha provocato tutto ciò, nell’attesa che si possa accertare ogni responsabilità oggettiva.”
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