domenica, giugno 16, 2019
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Il recupero del Palanesima? Molto difficile, forse improbabile

La parola d’ordine è provarci mettendo sul piatto una partecipazione congiunta e un affidamento che potrebbe fare gola ad imprenditori ed associazioni sportive.

La partenza comunque resta un piano di riqualificazione da 9 milioni di euro. Una montagna di denaro per sostituire tutto quello che i ladri hanno portato via e riparare tutto ciò che i vandali hanno distrutto in oltre dieci anni di abbandono.

Stamattina il sopralluogo dell’assessore allo Sport Sergio Parisi, accompagnato dai tecnici e dai dirigenti del comune, per cercare di stilare un piano di lavoro da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo.

I lavori per la realizzazione del Palanesima cominciarono nella seconda metà degli anni ’90. Inaugurato ufficialmente nel 2004 ha ospitato le universiadi del 1997 e i giochi militari sei anni dopo. Con gli oltre cinquemila posti a sedere, la struttura doveva accogliere eventi sportivi internazionali come i mondiali di scherma di ottobre del 2010, poi dirottati al Palaghiaccio di viale Kennedy.

Adesso, tra le sterpaglie alte metri che impediscono l’accesso a scale e porte, i vetri sfondati si contano a decine. Pannelli e finestre ridotti in frantumi nel vano tentativo di entrare o per il solo gusto di fare danno. Non solo, se scoppia un rogo non c’è nessuna possibilità di intervenire direttamente sul posto perché non resta più nemmeno una bocca antincendio in piedi. All’interno, sono poche le inferriate che proteggono ancora gli ingressi come un fortino in terra nemica contro le invasioni barbariche.

Un sistema che non è servito a niente perché, dopo aver provato a sfondare il blocco con pietre e mazze, ci sono riusciti utilizzando i bidoni della spazzatura o, nei piani inferiori, addirittura con la fiamma ossidrica. Il risultato?

Milioni di euro in fumo.

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