mercoledì, ottobre 24, 2018
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Emanuela Solano: “Il dolore non passerà mai”

Incontriamo Emanuela il giorno prima della seconda commemorazione della strage dei suoi genitori.

Salgo le scale della casa insieme ad un amico che conosce da anni Emanuela e che prima dell’arrivo mi aveva parlato della forte ragazza: << Emanuela è giovane e non auguro a nessuno quello che ha passato, eppure ogni giorno ricorda i suoi genitori e combatte in tribunale la sua battaglia, sempre a testa alta >>.

Seduto al tavolo, la prima cosa che noto è il suo grande sorriso, tanto forte da farmi quasi dimenticare il motivo per cui sono li, ma dopo qualche scambio di parole, e di ricordi, iniziamo la nostra intervista.

A che punto è il processo?

<< La difesa continua a cercare cavilli per far scorrere il tempo e rimandare la sentenza definitiva. Ma i RIS hanno fatto un ottimo lavoro e non hanno tralasciato alcun dettaglio, non possono appellarsi più a nulla. Dopo un anno e mezzo spero riusciremo a trovare giustizia ,per quanto possibile >>.

Cosa pensi del problema dei migranti?

<< Io sono figlia di migranti! Mio padre è partito per andarsi a crearsi un futuro quando qui non c’era nulla. Ma allora le cose erano gestite in modo diverso. I migranti erano diversi. Si andava a lavorare e non accadeva quello che avviene al C.A.R.A. >>.

Sei razzista?

<< Si. Oggi io sono razzista perché quello che stato fatto alla mia famiglia è disumano. Una persona non può compiere tali gesti, non può fare quello che ha fatto. Nemmeno un animale può compiere determinati gesti >>.

Come sta tua figlia, fino a qualche ora prima dell’omicidio si trovava in quella casa?

<< Lei mi dice sempre che se fosse stata li avrebbe urlato e difeso i nonni >>. Dopo questa affermazione dobbiamo fermarci un attimo perché la rabbia riaffiora e le lacrime non possono più essere fermate, ma Emanuela è forte e anche se il singhiozzo l’accompagnerà per i prossimi due minuti inizia a parlare della figlia e del modo in cui le ha spiegato l’evento: << I nonni non ci sono più, le dissi. Lei fa riaffiorare la loro mancanza in molte situazioni e gesti, era molto legata soprattutto a mio papà che qualche giorno prima beccai a gattonare con lei malgrado i dolori dovuti ad anni di lavoro manuale >>.

Com’è la tua vita ora?

<< Vivo giorno per giorno, senza più aspettarmi nulla da nessuno, soprattutto dallo Stato. Anche dopo l’appello di mia sorella,  nessuno è venuto a Palagonia, nessuno è stato vicino alla mia famiglia. Le istituzioni ci hanno abbandonato, solo un personaggio pubblico è venuto a casa mia: Matteo Salvini. Non per fare politica, ma per portare il suo sostegno personale ad una famiglia dissacrata.

Pur sapendo tutti che il male e la delinquenza scaturisce dalla mala gestione dei centri di raccolta dei migranti, come questo gigantesco posto che ha cambiato l’assetto dei paesi stessi. Mineo è pieno di extracomunitari e anche qui continuano a girare indisturbati e fuori controllo.

Da qualche tempo faccio parte con Federica Raccagni dell’associazione per le vittime delle violenze domestiche che la  stessa ha creato in memoria del marito ucciso a casa>>.

D.D.B.

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