sabato, settembre 21, 2019
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Catania: “bomba d’acqua” vera emergenza o scarsa manutenzione

I cinquanta millimetri d’acqua piovana caduti lo scorso mercoledì sottolineano, se mai ce n’è fosse ancora bisogno, che a Catania ogni ondata di maltempo diventa drammatica.

In alcuni quartieri periferici l’emergenza, piuttosto, scatta molto prima di nubifragi e piogge torrenziali. La bomba d’acqua ha lasciato molti strascichi polemici. E non poteva essere altrimenti. In che condizioni si trova il sistema per il deflusso delle acque piovane? Basta semplicemente pulire le caditoie per scongiurare definitivamente la piaga delle strade-fiume o delle piazze-laghi?

In una città in cui vengono convogliate le acque piovane dell’intero hinterland etneo la questione resta irrisolta da almeno quindici anni. Il problema è che tra tombini otturati, caditoie coperte da colate di asfalto e chiusini trasformati in pattumiere a cielo aperto a finire sotto la lente d’ingrandimento sono decine e decine di strade: via Passo Gravina, la circonvallazione, viale Vittorio Veneto, Via Etnea, piazza Dante, Largo Paisiello, via Santa Sofia, via Concordia, via Plebiscito, via Vincenzo Giuffrida e l’elenco potrebbe continuare ancora per molto.

Ogni anno, nel corso della stagione delle piogge torrenziali, Catania diventa una specie di “Venezia del Sud” con il traffico paralizzato impedendo ai pedoni perfino di attraversare la strada o di utilizzare i marciapiedi. Non solo, molti commercianti sono costretti, con il maltempo, ad abbassare le saracinesche fino a quando la situazione non si normalizzi.

Associazioni e comitati cittadini chiedono allora che operai e mezzi meccanici del comune si concentrino nei quartieri a Nord di Catania, dove confluiscono le condutture dei paesi dell’hinterland etneo, e sul Villaggio Goretti che tante volte in passato è finito letteralmente sott’acqua. A San Giovanni Galermo le condutture non riescono a sopportare le acque piovane provenienti da Gravina, Mascalucia e Misterbianco. Stesso discorso per la zona di fronte l’aeroporto dove i canali puntualmente sono intasati dai rifiuti e dalla giungla di sterpaglie.

G.S.

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