giovedì, giugno 20, 2019
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Ciao! Io sono il Macintosh

il 24 gennaio la Apple Computer introdurrà Macintosh. E voi capirete perché il 1984 non sarà come 1984

Una frase del genere, detta una volta sola durante il Super Bowl, è riuscita a cambiare il mondo.

Non solo della comunicazione, ma tutto il mondo che conosceva prima di allora.

Nel 1979, Jef Raskin chiede all’allora CEO Apple Mike Markkula di poter dirigere un piccolo progetto segreto di nome “Annie”, successivamente ribattezzato dallo stesso “Macintosh”. Nel progetto iniziale si pensava a un computer dal costo di 1.000 dollari, con schermo e tastiera integrati ed estremamente facile da usare.

Nel 1980 a Steve Jobs viene sottratta la direzione del progetto Lisa, e subito inizia a concentrarsi sul progetto Macintosh.

Jobs riesce a prendere il controllo del progetto e a far allontanare Raskin dalla Apple, da una svolta al progetto trasformandolo in un computer, sempre accessibile, ma anche di “folle bellezza”.

Il progetto inizia ad orientarsi verso quello del Lisa, un computer con una’interfaccia grafica ed incentrato sull’utilizzo del mouse.

L’innovazione che caratterizza il Macintosh rispetto al precedente Apple Lisa, ma anche ai tanto “copiati” computer Xerox Alto e Xerox Star, sta nel core-business del progetto che vede nell’interfaccia grafica grezza, l’ormai classico ambiente scrivania con icone, quello che oggi tutti conosciamo.

Il team Mac introduce delle novità importantissime, come le icone, disegnate dalla bravissima Susan Kare, la possibilità di avere finestre sovrapposte su più livelli, programmi di disegno grafico e videoscrittura. Inoltre viene data tantissima importanza, per la prima volta, ai font, figli dell’amore per la precisione grafica di Steve, sia visualizzati a schermo che stampati.

Nel Mac fanno anche il debutto per la prima volta programmi come Word ed Excel, sviluppati dalla Microsoft appositamente per la Apple.

Purtroppo, questa scelta permise a Bill Gates di comprendere il meccanismo e realizzare l’SO Windows che avrebbe per anni dominato il mercato, inserendo il sistema in pc a basso costo prodotti in Cina, ma in quei giorni nasceva il futuro. Il nostro presene.

Nasceva il Macintosh.

Tutto si deve al lavoro di tanti uomini e donne eccezionali, guidati dal visionario che ci ha trasportati dal cellulare allo smartphone, dal pc al tablet.

Grazie Steve per tutto questo e per averci insegnato che, a volte, i sogni di un uomo disegnano il futuro del mondo.

 

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